L’Alternance: la scelta vincente francese per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro

Che il sistema di insegnamento francese prediliga fortemente la pratica rispetto alla teoria è un dato di fatto di cui l’espatriato italiano si rende conto in fretta quando inizia a studiare o a lavorare in Francia. Il mercato del lavoro francese è sempre più esigente nei confronti dei profili qualificati e l’esperienza resta sempre la migliore garanzia durante un processo di assunzione di personale. Il sistema francese dell’Alternance è diventato la massima espressione di questa tendenza.

L’Alternance consiste in un piano di studi che alterna scuola e lavoro: lo studente al momento dell’iscrizione firma un contratto con un’azienda formatrice, all’interno della quale svolgerà un ruolo preciso durante l’anno. Vige inoltre un accordo tra l’azienda in questione e l’organismo formatore (università o istituto). Il ritmo di lavoro dipende dal programma stabilito dall’istituto di formazione: vi sono programmi in cui il rapporto di tempo tra i corsi e il periodo aziendale è 50/50, altri invece in cui lo studente alternant passa i 3/4 del tempo in azienda e solamente un quarto a lezione. Il denominatore comune è la presenza di un tutore personale per lo studente, interno all’azienda, per seguirlo nel suo periodo di apprendimento e gestire i rapporti con l’organismo di formazione. Un punto fondamentale è che lo studente ha uno statuto di dipendente in seno all’azienda formatrice, e riceve uno stipendio minimo che varia dal 41% al 80% dello SMIC (stipendio minimo francese) se avete tra i 18 e i 26 anni, lo SMIC se avete più di 26 anni.

Queste percentuali rappresentano per lo studente un reddito mensile compreso tra i 600 e i 1450 euro lordi mensili secondo la fascia di età, l’anzianità e le ore lavorate. Se si considera che l’azienda formatrice copre anche la retta annuale d’iscrizione dell’alternant, si può dire senza ombra di dubbio che il sistema dell’alternance è nettamente più economico di un corso di studi classico.

Ma non per questo si tratta di un peggiore investimento per il proprio futuro, anzi: secondo uno studio di Regionsjob.com, una volta diplomati più di un alternant su due viene assunto dall’azienda formatrice, il 56% di questi a tempo indeterminato. Questo dato non stupisce: la formazione di un alternant rappresenta un reale investimento per una ditta, molto di più di uno stagista; alla fine della formazione è quindi comprensibile che l’azienda voglia assumere lo studente su cui ha investito tempo e denaro rendendolo un dipendente produttivo dal primo giorno dopo il diploma, pretesa invece impossibile da ottenere da un neo-laureato da un cursus classico.

Grazie a queste statistiche incoraggianti anche in tempo di crisi, in questi ultimi anni l’alterance ha preso enormemente piede nel panorama degli studi in Francia: il numero degli studenti con questo statuto non smette di crescere, così come l’offerta formativa, che va ormai dai diplomi delle scuole professionali fino a svariate lauree in ingegneria.