Scappo a Bordeaux

Bordeaux, conosciuta per lunghi anni sotto il nome di « Bella addormentata », si sta risvegliando e, alla sorpresa di tutti, attira sempre di più i francesi per trasferirsi e i turisti per scoprirla.

L’ho conosciuta per la prima volta nel 1999 : era rivestita da una cappa di smog nero su tutti i muri della città. A parte una parte pedonale, il centro era sempre bloccato da un traffico intenso, le rive erano poco raccomandabili, ma la città emanava già un’aria di allegria e un’energia nascosta. Proprio nel ’99 una grande campagna di pulizia delle facciate dei palazzi in pietra é cominciata. Un programma per ingrandire la zona pedonale, il restauro delle rive e la creazione di linee di tram hanno trasformato e fatto rinascere questa bella città.

Nel 2007 l’Unesco ha perfino classificato 1810 ettari del centro città come patrimonio mondiale.

Bordeaux con i suoi 250 000 abitanti fa parte della metropoli bordolese che riunisce altri 27 comuni intorno alla città. L’obiettivo della metropoli è di raggiungere un milione di abitanti nel 2030 (750 000 abitanti per il momento). Per arrivare a questo obiettivo, notevoli programmi sono stati messi in atto: costruzione di migliaia di nuovi alloggi, asili nido, scuole, trasporti, ponti, sale di spettacoli etc. Nuovi quartieri escono dal suolo e la distanza con Parigi, oramai a solo 2 ore di treno, fanno della città une vera attrazione.

A un’ora dall’oceano, a 3 ore dalle prime piste di sci e circondata da vigneti, è una città a misura d’uomo che permette di avere i vantaggi di una grande città e la possibilità di immergersi rapidamente nella natura.

È composta da 8 quartieri spesso molto diversi l’uno dall’altro e con dei sotto quartieri con certe particolarità. Il centro città é molto attivo per i commerci e i locali e le ampie zone pedonali. St Michel è tipico per il mercato delle pulci, il mercato coperto e la popolazione straniera molto presente. La zona della Victoire è la zona studentesca per eccellenza. St Augustin, St Génés, Cauderan e Jardin Public restano tra i più chic. Chartrons è il quartiere degli antiquari e degli antichi negozianti di vino. La Bastide, che si trova sulla riva destra della Garonne, è un quartiere sul quale si é sviluppato un progetto eco/bobo conosciuto sotto il nome di « Darwin » ed è sempre meglio collegato con il resto della città grazie ai ponti e i tram/bus/battelli. Bacalan ha una cultura locale molto attiva e si sta trasformando e inglobando un sotto quartiere, inesistente qualche anno fa, lungo i Bassins à flot. Ginko è un nuovo eco quartiere al nord della città situato lungo il lago e a prossimità del centro commerciale, dello stadio, del palazzo dei congressi e di vari sedi di uffici.

Grand Parc e Aubiers sono zone composte al 99% da soli alloggi sociali. Zone quindi a volte catalogate come malfamate e che si visitano poco, ma che a differenza di certe periferie parigine, restano frequentabili e propongono attività e spazi interessanti (una piscina, una fattoria pedagogica, una zona bmx etc.).

Spesso criticata dagli italiani per la mancanza di musei, esposizioni e cultura, Bordeaux si sta risvegliando anche in questa tematica. Nuovi luoghi culturali si stanno costituendo o sviluppando ( Cité du Vin, Arena, Méca etc…)

Per gli appassionati di sport, c’è un po’ di tutto. Calcio, basket, hockey, rugby, tennis etc… un sacco di palestre a 20 €/mese e spazio per correre. Da qualche anno viene anche organizzata una maratona notturna che permette di percorrere tutta la città al chiaro di luna.

Bordeaux la si può percorrere facilmente in bicicletta con una vasta rete di piste ciclabili: tra il nord e sud della città ci sono circa 12 km che si possono fare in 45 minuti di pedalata. Sembra molto, ma in auto, soprattutto nelle ore di punta, la distanza può prendere il doppio del tempo, senza contare i problemi di parcheggio. Il sistema di autobus e tram è piuttosto corretto: il tutto dipende da dove ci si deve rendere.

La rocade, il periferico bordolese, è sempre carico e spesso imbottigliato, da evitare se proprio non si è costretti in particolare per passare da una riva all’altra della Garonne. Il fiume infatti separa la città e cinque ponti collegano le 2 rive. Il più antico e il più centrale è da poco diventato pedonale/trasporti pubblici e quindi gli altri passaggi risultano più carichi. Nel 2020 un nuovo ponte supplementare al sud della città dovrebbe semplificare i collegamenti est/ovest.

Comunque, se si vuole usare la bicicletta e evitare gli ingorghi, bisogna poter adattarsi alla pioggia. Sembra che siano registrati più di 200 giorni di pioggia all’anno. Anche se spesso, visto il clima continentale e le correnti oceaniche, sulla stessa giornata si possono avere acquazzoni e belle schiarite, è consigliabile avere sempre l’ombrello pieghevole a portata di mano. Raro che faccia troppo freddo o troppo caldo. Ci si può svegliare con temperature negative, ma è raro restarci tutto il giorno. Come in estate è raro che delle alte temperature siano registrate per lunghi periodi e se anche è il caso, spesso le temperature notturne permettono di rinfrescare le case.

Bordeaux è poco industrializzata e l’economia locale si forma in maggioranza nel settore dei servizi. Commerci, locali e ristoranti abbondano in città. Il più grande datore di lavoro della città è comunque l’ospedale, molto reputato a livello nazionale, impiega più di 15 000 dipendenti. In seguito ci sono varie aziende con più di 2 000 dipendenti in vari settori: aerospaziale, trasporti, costruzioni, servizi alla persona a domicilio, senza contare il settore pubblico e parastatale.

Vista l’attrattività della città sviluppata in questi ultimi anni, gli affitti e l’acquisto di immobili a Bordeaux ha fatto uno sbalzo incredibile: + 44% in 10 anni! In centro è impossibile trovare un alloggio in vendita a meno di 4 000 euro/m2 per arrivare a dei prezzi nel « triangolo d’oro » di 11 000 euro/m2. Ciò che è più richiesto sono le « échoppes » : case in pietra ( dai 40 a più di 200 m2) composte in generale da un solo piano terra, sono accollate le une alle altre e nel loro retro nascondono giardini e cortili che permettono di avere un esterno privato in centro città.

Vivere e lavorare in questa città è un vero piacere. Uscire tardi dall’ufficio e ritrovarsi a camminare in strade affollate di gente che sorride bevendo un bicchiere di vino dà a volte l’impressione di essere in una piccola cittadina italiana. Senza contare il piacere di scalare la duna di Pyla il weekend per avere l’impressione di essere in vacanza tutto l’anno. Piccoli esempi di una città che permette di vivere e non solo lavorare.

di Silvia, a Bordeaux dal 2002