CDD? Chi? Cosa? Quando?

Le recenti dichiarazioni del Ministro del Lavoro hanno reso di grande attualità l’argomento del CDD, ovvero il contratto di lavoro a tempo determinato. Ma quali sono le particolarità di questo contratto?

La premessa di tale contratto è che non deve sovvenire a un bisogno relativo all’attività normale dell’azienda, ma può essere stipulato solamente per uno scopo preciso e temporaneo, per i seguenti motivi giustificati:

– sostituzione di un dipendente assente (malattia, maternità, ferie, temporaneamente in part-time, oppure per il quale il posto di lavoro è destinato a soppressione)

– sostituzione nell’attesa dell’ingaggio di un dipendente a tempo indeterminato

– crescita temporanea dell’attività, eccezionale o ricorrente (es: Festività di fine anno)

Il CDD è possibile per le attività stagionali, nel turismo e nell’agricoltura.

Un CDD può essere rinnovato al massimo 2 volte (dal 19 Agosto 2015).

Ma alcuni CDD possono essere rinnovati in maniera illimitata; sono quelli che sono stipulati senza un termine preciso, nei seguenti casi:

– sostituzione di un dipendente assente o sospeso

– sostituzione nell’attesa dell’arrivo di un dipendente in CDI

– reclutamento stagionale

– sostituzione di un gestore d’azienda del settore artigianale, industriale, commerciale, liberale o agricolo

La fine del CDD

Al termine di un CDD, l’azienda può procedere all’assunzione di un nuovo CDD per lo stesso motivo del precedente, solamente in seguito a un periodo di attesa (délai de carence), uguale a un terzo della durata del precedente CDD, se quest’ultima è superiore a 14 giorni; della metà della durata del CDD se questa è inferiore a 14 giorni. La durata di questo periodo è contata in giorni di apertura dell’azienda.

Un CDD può prendere fine prima del suo termine previsto, nei seguenti casi:

– comune accordo tra dipendente e datore di lavoro

– richiesta dal dipendente che giustifica un’assunzione a tempo indeterminato

– licenziamento per giusta causa o mancamento grave del datore di lavoro

– cause di forza maggiore

– incapacità lavorativa constatata dal medico del lavoro

Nel caso di una rottura per causa di assunzione a tempo indeterminato, il dipendente deve rispettare un preavviso, salvo accordo del datore di lavoro. Il preavviso è calcolato sulla base di un giorno per settimana:

– o della durata intera del contratto, se questo comporta un termine

– o della durata effettuata, se il contratto non comporta un termine preciso

Il preavviso è calcolato in giorni lavorativi e ha un massimo di 2 settimane.

L’indennità di fine CDD

Il dipendente, alla fine del suo contratto, ha diritto a un premio di precarietà uguale minimo al 10% della remunerazione totale lorda del contratto. L’indennità è versata con l’ultima busta paga.

Ma attenzione! L’indennità non è versata nei seguenti casi:

– Assunzione del dipendente a tempo indeterminato

– Rifiuto da parte del dipendente di un posto a tempo indeterminato, con uno stipendio almeno equivalente a quello in CDD

– Rottura anticipata del CDD da parte del dipendente, o nel caso di licenziamento per causa grave

– Rottura del CDD durante il periodo di prova

Altre letture utili:

Lavorare in Francia

Italiani in Francia: fate valere i vostri diritti!

Lo stage in Francia

CDD copy

 (fonte: service-public.fr)