Cultura francese: “les Beaufs”

Questa volta tratteremo di un altro sociotipo della società francese: il cosiddetto Beauf.

La parola “beauf” deriva dall’abbreviazione di “beau-frère”, ovvero “cognato”, e descrive lo stereotipo di una persona volgare, maleducata e incolta, appartenente alla sfera popolare. In italiano può corrispondere ai termini “buzzurro” o “tamarro”.

Il termine è stato coniato negli anni 70 dal vignettista Cabu nella rivista Charlie Hebdo, mondialmente conosciuta in seguito agli eventi di Gennaio 2015.

Nella cultura popolare francese, la visione del Beauf è in seguito evoluta secondo la propria strada, rendendo propri allo stereotipo articoli di abbigliamento come le ciabatte da spiaggia indossate insieme ai calzini, la canottiera, il cappello da pescatore, ma anche pratiche di svago come il campeggio o la pétanque.

Nel cinema francese, la figura del Beauf è spesso rappresentata: per esempio in film come i tre capitoli di “Les Bronzés”, o in “La vie est un long fleuve tranquille” o in “Camping”; ma è anche ricorrente in molti sketch comici come quelli di Jean Marie Bigard, Kad e Olivier, Franck Dubosc o Coluche.