Italiani “bamboccioni” e francesi autonomi: ma perchè?!

Una delle riflessioni più ricorrenti degli italiani in Francia riguarda la differenza di età tra i giovani francesi e italiani, al momento di lasciare il domicilio familiare ed acquisire la propria indipendenza. Questa differenza è indubbiamente una realtà, in quanto consultando i dati forniti dall’organismo EuroStat risulta che il 67% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i propri genitori, contro solamente il 34% dei loro omologhi francesi (dati del 2015).

Come mai questa enorme differenza? Gli italiani sono veramente dei “bamboccioni” come furono definiti da Tommaso Padoa-Schioppa? Sono realmente “choosy” (incontentabili) come secondo Elsa Fornero?

A noi non piacciono queste definizioni, in quanto siamo convinti che un fenomeno di massa come questo non possa scaturire dalla condotta dei singoli individui, ma deve essere per forza una conseguenza di uno o più fattori economici e sociali.

A nostro parere, sono diverse le cause che hanno scavato questo fossato sociale tra i giovani italiani e francesi.

Una maggiore stabilità professionale

La prima differenza tra Francia e Italia è sicuramente a livello di stabilità d’impiego. In Francia, un’economia più forte e uno statuto professionale più protetto offrono ai lavoratori una maggiore stabilità rispetto all’Italia, attraverso un maggiore utilizzo del contratto a tempo indeterminato e una copertura sociale più cospicua e duratura nel caso della perdita del posto di lavoro. Un impiego stabile e durevole è senza dubbio la prima condizione necessaria per l’indipendenza dei giovani, mentre la precarietà generalizzata e gli abusi contrattuali non possono che ritardare la loro autonomia.

Gli incentivi statali per l’alloggio e gli studi

Un altro fattore molto importante è senz’altro l’esistenza in Francia di un sistema di aiuti economici statali per il pagamento dell’affitto (i famosi APL) e per il sostegno alla famiglia (les Allocations Familiales). Questi aiuti diretti forniscono un supporto di base per i giovani che lasciano il domicilio dei genitori e incentivano la creazione del proprio nucleo familiare. Mentre per gli studenti esistono borse di studio (erogate dal CROUS), che sono calcolate sul reddito, senza condizioni di merito. In Italia l’assenza di simili dispositivi, unita al caro-vita delle grandi città, mettono un freno all’indipendenza dei giovani.

La “Maturità” a 18 anni e la rapidità degli studi universitari

In Francia, a differenza dell’Italia, l’esame di Maturità (detto BAC) ha luogo all’età di 18 anni, dopo 4 anni di scuola media e 3 anni di scuola superiore. Di fatto, i giovani francesi hanno quindi accesso al mondo del lavoro o all’Università un anno prima dei loro cugini italiani. Inoltre, il sistema universitario francese si organizza in annate, non permettendo quindi di essere “fuori corso” e non richiedendo alcuna tesi di laurea (solo un “mémoire” alla fine del quinto anno, raramente alla fine del terzo). La conseguenza diretta di questa organizzazione è un ciclo di studi decisamente più rapido di quello delle Università italiane. Lungi da noi decretare quali dei due sistemi dia la migliore preparazione, non è questo l’oggetto di questo articolo. Fatto sta che i giovani francesi qualificati arrivano sul mercato del lavoro prima dei loro omologhi italiani, e di conseguenza acquisiscono prima la loro indipendenza economica.

Gli usi e costumi

Infine, sarebbe ipocrita non citare una causa culturale, ovvero l’importanza della famiglia nella vita quotidiana italiana rispetto a quella francese. Ciò non vuole assolutamente dire gli italiani amino i propri cari di più di quanto facciano i francesi, ma è una conseguenza diretta della diversa evoluzione del tessuto sociale dei due Paesi. Per esempio, il fatto che la donna francese abbia cominciato a lavorare molto prima di quella italiana, unita alla maggiore mobilità professionale della società, ha contribuito a creare un’immagine della famiglia francese meno unita rispetto a quella italiana. La religione cattolica, decisamente più presente nella società italiana rispetto a quella francese, è sicuramente un altro fattore che ha contribuito a questa tendenza. Per fare un esempio si può parlare del divorzio, che è stato legalmente autorizzato in Italia nel 1970, mentre in Francia nel lontano 1792… In parole povere, un’immagine di una famiglia meno tradizionale di quella italiana senza dubbio contribuisce a spingere i giovani francesi verso l’indipendenza, in quanto rappresenta per loro il normale ciclo di vita.

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