Lavorare in Francia

Prima ancora di cercare lavoro in Francia, è opportuno conoscere un minimo le leggi in vigore riguardanti il Diritto del Lavoro.

È estremamente importante che il lavoratore straniero impari a conoscere i suoi diritti per evitare di essere sfruttato, questa pagina vi fornirà gli elementi necessari:

Lo SMIC
La differenza tra lordo e netto
Il contratto di lavoro
Il periodo di prova
Le ferie
La Tredicesima e il TFR
La fine del contratto di lavoro
La tutela del lavoratore


Lo SMIC

Lo stpendio minimo in Francia è detto SMIC (Salaire Minimum Interprofessionnel de Croissance). Lo SMIC ha un valore orario che è rivalutato ogni mese di Gennaio.

Per l’anno 2016 il valore fissato è 9,67 € lordi all’ora, che corrispondono a uno stipendio mensile minimo di 1 466,62 lordi per un lavoro a tempo pieno.

Ricordatevi quindi che un datore di lavoro non può legalmente proporvi una paga oraria inferiore a questa.

In Francia il tempo pieno è fissato a 35 ore settimanali. Questa base può essere aumentata tramite accordi settoriali o aziendali, fino a un massimo di 48 ore per una sola settimana o 44 ore settimanali in media su 12 settimane.

La durata massima di lavoro giornaliera è di 10 ore. Se è in vigore un accordo aziendale o settoriale questa durata può essere portata a 12 ore massimo.


La differenza tra lordo e netto

In Francia, nelle offerte di lavoro, come nei negoziati di pre-assunzione, si usa parlare in stipendio lordo. Nel settore privato, la differenza tra lordo e netto è di circa il 23%; mentre nel pubblico impiego circa il 15%. Attenzione, questo tasso è così basso perché in Francia per il momento non vi è ritenuta fiscale alla fonte, ma il cittadino ogni anno procede alla dichiarazione del suo reddito e viene tassato in funzione.


Il contratto di lavoro

Il diritto del lavoro francese riconosce i seguenti tipi di contratto:

– CDI – Contratto a Durata Indeterminata

– CDD – Contratto a Durata Determinata

– CDI de Chantier – Contratto a Progetto

– Interim – Lavoro temporaneo

– Extra – Contratto straordinario, generalmente della durata di un giorno

– Freelance/Auto-entrepreneur – assimilabile alla “Partita IVA” italiana

I seguenti contratti sono invece riservati unicamente agli studenti:

– Stage

– Apprentissage – contratto di apprendistato

– Alternance – alternanza Scuola/Lavoro

Come specificato sopra, in Francia non è possibile svolgere uno stage o un apprendistato senza essere in percorso di formazione. Inoltre, lo stage superiore a 2 mesi deve essere pagato tramite una gratifica esentasse di minimo 3,60 € all’ora. Troverete maggiori informazioni in merito visitando la nostra pagina LO STAGE IN FRANCIA.


Il periodo di prova (période d’éssai) e l’essai professionnel

La durata massima del periodo di prova è fissata in funzione dello statuto occupato dal lavoratore e dalla convenzione collettiva del mestiere svolto. Prima di firmare un contratto informatevi quindi sulla convenzione collettiva in vigore in termini di durata massima del periodo di prova e sulle possibilità di rinnovo.

In ogni caso, la période d’essai comincia con l’inizio del contratto di lavoro, quindi con l’assunzione del lavoratore, e dev’essere remunerata secondo i termini del contratto. Non bisogna confondere la période d’essai con l’essai professionnel, che è invece una prova per decidere se assumere il candidato. L’essai professionnel non è pagato, ma non può essere effettuato nelle condizioni lavorative abituali!

Questo significa che un ristoratore non può chiedervi di lavorare gratuitamente in prova per una serata.

Che si tratti di un CDI o di un CDD, il periodo di prova può essere rotto da entrambe le parti in ogni momento, rispettando un preavviso di partenza.

Per quanto riguarda il lavoratore, il preavviso per lasciare il posto di lavoro durante il periodo di prova è di: 24 ore se occupa il posto da meno di 8 giorni, se no 48 ore.

Invece, nel caso di una decisione del datore di lavoro: 24 ore se il lavoratore occupa il posto da meno di 8 giorni, 48 ore fino a un mese di lavoro, 2 settimane di preavviso se occupa il posto tra uno e 3 mesi, e passati 3 mesi di periodo di prova il preavviso di partenza passa a un mese.


Le ferie

In Francia il lavoratore accumula 2,5 giorni di ferie ogni mese, per un totale di 5 settimane annue.

Il cumulo delle ferie è contabilizzato dal mese di giugno dell’anno N fino al mese di maggio dell’anno N+1, ed è utilizzabile a partire dal mese di giugno dell’anno N+1.

Questo significa che il primo anno in azienda spesso non si hanno ferie fino al mese di giugno seguente l’assunzione. Resta a discrezione del datore di lavoro se concedere o meno al lavoratore di prendere le ferie cumulate, senza conteggio annuale.


La Tredicesima e il TFR

In Francia la Tredicesima è un benefit non generalizzato a tutte le aziende. Solo alcune aziende lo propongono nella forma di 13esimo stipendio fisso. Al posto della Tredicesima è molto più diffuso proporre un premio di fine anno, legato al risultato aziendale.
Per quanto riguarda il TFR, non esiste in Francia. In alcuni casi (da considerarsi come un benefit) è rimpiazzato da un versamento annuale su un PEE (Plan Epargne Entreprise), ovvero un conto bancario che rimane bloccato fino al termine del contratto di lavoro (salvo evento eccezionale, come la nascita di un figlio, un acquisto immobiliare o un matrimonio).


La fine del contratto di lavoro

Alla fine di qualunque contratto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a fornirvi una serie di giustificativi:

– Reçu pour Solde de Tout Compte

– Certificat de Travail

– Attestation Pôle Emploi

Gli ultimi due sono particolarmente importanti, perchè faranno parte del vostro dossier a Pôle Emploi per permettervi di ricevere le indennità di disoccupazione, come spiegato in questa pagina.

Nel caso della rottura di un contratto a tempo indeterminato (CDI), in Francia non esiste il TFR. Nel caso di un licenziamento altro che una colpa grave o pesante (faute grave ou lourde) il lavoratore con più di un anno di anzianità riceve un indennità pari 1/4 di uno stipendio mensile per anno di anzianità. Al di là di 10 anni di anzianità si aggiungono 2/15 di stipendio mensile per anno di anzianità.


La tutela del lavoratore

Le condizioni di lavoro sono tutelate dall’Ispettorato del Lavoro, ripartito nei vari centri regionali. Gli ispettori del lavoro sono quindi i primi interlocutori a cui comunicare le eventuali anomalie delle vostre condizioni lavorative, soprattutto in termini di igiene e sicurezza. Inutile dirvi che rivolgersi a un ispettore del lavoro non può costituire ne una colpa, ne una divulgazione illecita di segreti professionali.

Nel caso di un litigio, il giudizio spetta al Consiglio dei Prud’hommes, che può sanzionare il datore di lavoro al pagamento di indennità al lavoratore. I giudizi più rapidi sono quelli riguardanti le questioni sulla sicurezza sul lavoro, sul mancato pagamento di stipendio o sul rifiuto da parte del datore di lavoro di fornire documenti giustificativi al lavoratore. In questi casi urgenti esiste una procedura a rito abbreviato detta référé.