Pizza amara: la delusione francese di Antonio

Ricostruire la propria vita all’estero è un’impresa difficile e piena di ostacoli. Il Paese dei Balocchi purtroppo non esiste e partendo all’estero ci si espone facilmente a tentativi di sfruttamento e truffe, spesso ad opera dei nostri stessi connazionali. L’esperienza in Francia di Antonio (nome di fantasia) è un esempio di come un’avventura all’estero possa diventare una grande delusione. Teniamo a raccontarvi l’accaduto, non per voyeurismo o per moralismo, ma puramente a titolo esemplare di una situazione condivisa da molti italiani che ci hanno scritto su questo sito.

Antonio è un giovane italiano e, come tanti giovani italiani, è alla ricerca di lavoro. L’Italia non avendo niente da offrirgli in termini di impiego, Antonio cerca di aprirsi nuove porte, imparando il mestiere di pizzaiolo. Nonostante una formazione diplomante valida e tanta voglia di lavorare, purtroppo non riesce a trovare un posto di lavoro in Italia.

Un giorno, per caso, Antonio fa conoscenza con una persona che ha un parente che sta proprio cercando un pizzaiolo… in Francia! Vista la situazione italiana Antonio decide subito di partire vivere l’avventura al di là delle Alpi, in un paese nel centro della Francia.

Le cose inizialmente si presentano bene: il datore di lavoro gli mette a disposizione un appartamento e gli offre il vitto, con uno stipendio di circa 1300 euro mensili. Tuttavia, il datore di lavoro non presenta nessun contratto, dicendo ad Antonio che lo avrebbe dichiarato più tardi. I mesi passano in fretta, e Antonio non vedrà mai alcun contratto di lavoro… Il lavoro comincia ad essere pesante, 7 giorni lavorativi a settimana, senza nessun diritto a giorni di riposo o ferie… E senza contratto di lavoro, né giustificativo di domicilio (il datore di lavoro non si fida a dichiarare che ospita il suo dipendente), per l’amministrazione francese Antonio è un fantasma che non ha alcun diritto a un’assicurazione malattia, né ai contributi pensionistici, né alle indennità di un eventuale futura disoccupazione. Non avendo un domicilio a suo nome, Antonio non ha neanche diritto ad aprire un conto in banca, e viene pagato in contanti, che nasconde sperando di non venire derubato. Nonostante questo, Antonio continua a lavorare duramente per più di un anno in queste condizioni, con in testa il progetto di trovare lavoro in Costa Azzurra.

Un giorno, Antonio vede su internet un annuncio di lavoro a tempo indeterminato proprio in Costa Azzurra. Dopo un breve colloquio telefonico con il datore di lavoro, anch’esso italiano, Antonio riesce ad ottenere un colloquio sul posto, che va a gonfie vele. Così, Antonio decide di lasciare il suo posto di lavoro abusivo per finalmente partire alla volta della Costa Azzurra, con in tasca un lavoro dichiarato e un appartamento già riservato durante il breve soggiorno effettuato sul posto per il colloquio.

Tutto sembra perfetto, ma ben presto Antonio capisce che non è così… Ancora una volta il famoso contratto tarda ad arrivare, sotto il pretesto che il commercialista se ne sta occupando… Dopo qualche giorno di attesa, il datore di lavoro annuncia ad Antonio che per il momento ha bisogno di lui per due settimane, ovviamente in nero, al termine delle quali saprà dirgli se potrà assumerlo o meno. Antonio stringe i denti e continua ad impegnarsi nel lavoro. Dopo qualche settimana, a estate inoltrata e in piena attività, il datore di lavoro comunica ad Antonio che non può più tenerlo, in quanto farà venire dall’Italia un altro ragazzo che si accontenta di 500 € al mese. Nello sconforto e nell’indignazione più totale, Antonio lascia il suo grembiule e se ne va…

Dovendo pagare un affitto elevato tipico del carovita della Costa Azzurra in alta stagione, e non avendo alcuna indennità di disoccupazione, Antonio tenta il tutto per tutto: trovare lavoro a Montecarlo. Dopo una serie di ricerche riesce a trovare lavoro in una grande pizzeria monegasca gestita da un francese, a uno stipendio di tutto rispetto. Finalmente Antonio firma un regolare contratto di lavoro, ma secondo le leggi del Diritto del Lavoro monegasco, il quale offre delle garanzie nettamente inferiori a quello francese. Tuttavia Antonio è fiducioso, in quanto il datore di lavoro assicura che la struttura gira a pieno regime tutto l’anno, e potrà tenerlo a tempo indeterminato.

Purtroppo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… il 31 di Agosto, appena sancita la fine della stagione turistica, Antonio viene licenziato dall’oggi al domani, secondo il Diritto del Lavoro monegasco, e si ritrova ancora una volta in una situazione delicata. Stanco di un anno e mezzo di delusioni, Antonio getta la spugna e decide di lasciare la Francia per raggiungere dei parenti in Belgio. Siamo lieti di sapere che oggi le cose vanno meglio per lui…